
L’importanza del riscaldamento

In un precedente articolo abbiamo già parlato di come lo yoga sia una pratica tanto spirituale quanto fisica, atta appunto a ristabilire una connessione profonda tra corpo e mente.
Parlando nello specifico dell’aspetto fisico, oggi vediamo quanto il riscaldamento, o warm up, è essenziale per rendere la pratica sicura ed efficace.
Innanzitutto è importante specificare che esistono due sottocategorie: il riscaldamento passivo e il riscaldamento attivo.
Il riscaldamento passivo consiste nella temperatura dell’ambiente in cui si pratica. È importante che la stanza sia adeguatamente riscaldata, per promuovere la distensione di muscoli e tendini, evitando contratture o sensazione spiacevoli.
Il riscaldamento attivo riguarda direttamente il corpo, che viene man mano mobilizzato, attivato e allungato con lo scopo di incentivare la flessibilità muscolare e tendinea, rimuovere i blocchi energetico e ridurre il rischio di infortuni.
Troviamo 2 tipologie di riscaldamento attivo:
a) GENERALE: quando il movimento crea calore diffuso in tutto il corpo, senza soffermarsi su aree specifiche
b) MIRATO: quando ci si sofferma su aree specifiche, in base al focus della lezione (ad es. polsi, spalle, anche, schiena, ecc…)
Un insegnante preparato e attento, sarà in grado di preparare adeguatamente gli allievi a una pratica efficace e sicura. Attraverso particolari pranayama (come l’ujjayi), movimenti ripetuti (come gatto – mucca) e determinate asana (come cane o panca).
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